
Il Tribunale di Lodi riconosce il diritto alla Naspi per una lavoratrice domestica in maternità
Il Tribunale di Lodi ha dato ragione a una lavoratrice domestica che, dopo essersi dimessa durante il periodo di maternità, si era vista negare dall’INPS l’indennità di disoccupazione Naspi.
Secondo il giudice, escludere le lavoratrici domestiche madri dal diritto all’indennità costituirebbe una discriminazione contraria alle norme di tutela della gravidanza e della maternità.
Inoltre, il contratto collettivo del lavoro domestico prevede il divieto di licenziamento delle lavoratrici madri fino al terzo mese di vita del bambino, una disposizione che ha la stessa finalità del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, relativo alla tutela e al sostegno della maternità e della paternità.
Alla luce di tali considerazioni, il Tribunale ha riconosciuto il diritto della lavoratrice a percepire la Naspi e ha condannato l’INPS al pagamento della prestazione.
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