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Riconoscimento della NASpI alle lavoratrici domestiche in maternità

Una sentenza storica tutela le lavoratrici domestiche: anche in caso di dimissioni durante la maternità, il diritto alla NASpI può essere riconosciuto.

l Tribunale di Lodi (sentenza 30 maggio 2023) ha stabilito un principio fondamentale:
anche le lavoratrici domestiche che si dimettono durante la maternità hanno diritto alla NASpI.

Molte lavoratrici domestiche:

  • si dimettono durante la maternità per accudire il figlio
  • si vedono negare la NASpI dall’INPS
  • restano senza alcun sostegno economico

L’INPS ha spesso escluso queste lavoratrici sostenendo che non rientrano nelle tutele del Testo Unico sulla maternità.

Una decisione che cambia le regole del gioco e rafforza la tutela delle madri lavoratrici, contrastando interpretazioni restrittive adottate in passato dall’INPS

La svolta del Tribunale di Lodi

Il giudice ha stabilito che:

  • Le dimissioni durante la maternità possono essere considerate giustificate
  • Negare la NASpI alle lavoratrici domestiche è discriminatorio
  • Le esigenze di cura del neonato sono una giusta causa di dimissioni

Di conseguenza, la lavoratrice ha diritto all’indennità di disoccupazione NASpI

Il Tribunale di Lodi ha evidenziato che il contratto collettivo del lavoro domestico prevede il divieto di licenziamento fino al terzo mese di vita del bambino, una tutela coerente con il D.Lgs. 151/2001 su maternità e paternità.

Sulla base di queste motivazioni, il giudice ha riconosciuto il diritto alla Naspi per lavoratrici domestiche e ha condannato l’INPS al pagamento dell’indennità di disoccupazione.

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